venerdì 9 ottobre 2009

Un tranquillo venerdì da Confucio

 Sono stato parecchio tempo a Beijing, e per parecchio tempo ho abitato in questa zona, quella vicino al Tempio dei lama. Ecco si dice sempre Tempio dei lama, è uno dei posti più noti della città, pieno di turisti e di negozi che vendono paccottaglia buddhista ed incenso. All'ombra del famoso tempio, più silenzioso e tranquillo, se ne sta invece il Tempio di Confucio, dedicato al padre ideologico di secoli di dinastie cinesi. Il tempio è pressochè vuoto, una benedizione direi. Decine di steli celebrative affollano i cortili, celebrano eventi importanti come la decisione di rinnovare il soffitto del tempio; il padiglione principale, dove si tenevano le letture dell'imperatore Qianlong, è circondato da un piccolo canale, tutto è silenzioso, ed in più in un'ala del complesso c'era una bellissima esposizione di fotografie dei più bei posti cinesi. Uscendo dal Tempio, tornando sulla via del Collegio Imperiale, si incontrano luoghi che sembrano piccoli studi, dentro ai quali lavorano esperti nell'assegnare il nome ai bambini ed indovini taoisti: alcuni con la barbetta lunga e lo sguardo di chi la sa lunga consultano tomi, altri in dolcevita scuro e giacca consultano il proprio portatile. Alla fine della via chiede la carità un mendicante con il visto sfigurato, forse dal fuoco, i connotati quasi spariti, gli occhi circondati di rosso vivo. Dall'altra parte, oltre un muro rosso, salgono i fumi delle offerte ai Buddha. Negli hutong tutt'intorno sono ancora numerosi i bagni pubblici, il profumo di incenso si mischia ai fetori; un signore passa, ha in mano un piattino di ceramica su cui sembra stia disegnando; mi fissa, sorride, da qualche altro colpo con un pennarello e si avvicina. Mi mostra il piattino, mi ha fatto un ritratto! Peccato che mi abbia fatto più grasso e con meno capelli. O forse sono davvero così e non lo voglio ammettere. Quando scopre la mia nazionalità cita immediatamente Berlusconi, e biascica qualcosa su un incidente stradale. Boh.


Tornato a casa scopro che Obama ha vinto il nobel per la pace. Nonostante l'aver "posposto" l'incontro con il Dalai Lama, apparentemente per non compromettere le relazioni con la Cina in un momento cruciale per i negoziati sul clima. Nonostante le ultime voci che davano come possibili vincitori i dissidenti cinesi, forse anche loro sacrificati sull'altare del clima. E nonostante la candidatura di Berlusconi, ma non credo che a lui sia stato fatale il clima.

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