Io amo la categoria di quelli che fanno sempre viaggi più avventurosi dei tuoi. Quelli che sono stati dove puoi vedere la vera Cina, quelli che hanno visto cinesi che non avevano mai visto stranieri. Magari si erano anche portati dietro perline e specchietti da regalare ai selvaggi, dimenticandosi che quelle rotte che loro credono da loro battute per prime sono le meglio indicate nelle guide per saccopelisti e nelle riviste specializzate. Ma anche io volevo andare dove nessun cinese ha visto stranieri in carne ed ossa, ma visto che il Tibet è troppo lontano e le foreste del sud non a portata di portafoglio, sono tornato dove ero stato qualche anno fa, nel profondo ovest. No, non il Xinjiang, ma il far west di Beijing, comodamente raggiungibile in metropolitana. La prima volta ero venuto alla ricerca di paesaggi di sapore sovietico, questa volta per trovare la leggendaria fermata della metropolitana di Fushouling: esistono infatti 3 fermate dismesse della linea n.1, dato che si evince dalla numerazione delle stazioni nelle mappa. Le prime due stazioni ad ovest a quanto pare sono finite in zona militare, quindi assolutamente off limits. Mentre della fermata di Fushouling esistono ancora gli accessi, anche se chiusi. Arrivare dalle parti di Pingguoyuan, l’ultima fermata accessibile, fa fare un salto nelle Beijing pre-olimpica di marciapiedi rotti e condomini brutti: non c’è qualcosa di particolarmente diverso dal centro, se non un’atmosfera di incuria più simile alle città di media grandezza piuttosto che alla capitale. Da qui un bus fa la rotta circolare del quartiere, fino al parco relativamente famoso di Badachu. Lungo il tragitto si riconoscono diverse strutture dell’esercito, immagino banali caserme dal momento che ricordavano molto dei normali condomini, con l’unica differenza di essere circondati di filo spinato. Scesi dal bus ci inerpichiamo casualmente per quello che sembra un sentiero che si diparte dalla strada in mezzo ai condomini ed in un attimo ci ritroviamo a salire lungo una montagna, in piccoli sentieri pieni di spazzatura che si lasciano in fretta alle spalle gli edifici; lontane si sentono le voci di una scolaresca, incrociamo una coppia vestita da scalatori professionisti, molti sentieri si dipartono da quello principale, intorno la vegetazione è ora bassa di arbusti ora si alza con pini, lungo il cammino si aprono piccole radure, cartacce e stronzi malamente coperti da fazzoletti bianchi, ma in una ci troviamo anche due tumuli, sembrano sepolture, l’ipotesi confermata dalla presenza di due ghirlande votive i cui fiori di carta erano oramai lacerati dal tempo. Salendo il panorama di apre su grattacieli e frutteti, su di una lontana centrale elettrica dotata di due enormi altiforni nel mezzo dei quali spunta una vetta coronata di una piccola pagoda. Sotto ai nostri piedi vecchi quartieri rotti e trascurati. Camminiamo ancora un po’ nel verde per poi tornare sulla strada, si susseguono autolavaggi autobus n.311, e poi ancora questi hutong quasi moderni, dalla strada principale si dipartono stradine che si gettano tra le case fitte, mucchi di mattoni di scarto creano i muretti, c’è polvere e puzza di piscio che esce dai bagni pubblici. Un minibus ci sfiora ed il passeggero urla “hallooo”, mi sa che gli si è presentata l’unica occasione per dimostrare che il suo corso di inglese per corrispondenza non è stato uno spreco di soldi. Camminiamo, ma della fermata fantasma ancora nessuna traccia. Ci infiliamo in una via meglio tenuta delle altre, due bimbi sbucano da dietro un muro, si pietrificano alla nostra vista e poi scappano urlando waiguoren waiguoren , stranieri, neanche fossimo crudeli giapponesi che invadono la Cina, ma poi curiosi tornano a spiare. Camminando a caso incontriamo uno strano edificio dalle fattezze neoclassiche, colonne ioniche e balconi, sembra una scuola, infatti è il “Centro di formazione per i trasporti ferroviari”, e allora si accende una lampadina: da qualche parte avevo letto che la stazione si trova in prossimità di quella scuola. Torniamo sulla strada principale, nel frattempo i bimbi si sono preparati per fare bella figura con noi, giocano col diablo, una bimba salta la corda, una mamma arriva e si mette anche lei in mostra saltando la corda. Abbiamo firmato un trattato di amicizia Italia-Pingguoyuan. Ancora pochi metri e vediamo un edificio sospetto, ne esce un uomo da un porta di ferro troppo nuova per essere l’originale, non ho la prontezza di fermarlo, ma in un attimo capiamo che siamo arrivati, ecco uno degli ingressi, ed infatti alle sue spalle se ne trova uno uguale, e speculari, dalla parte opposta rispetto ad una strada che ora non c’è più, altri due edifici analoghi: blu, lunghi e stretti, con la pensilina dalla quale pende ancora una luce al neon. Ci avviciniamo, sotto si sentono ancora passare dei treni. Qualcuno dice che ci facciamo addestramento gli allievi delle suddetta scuola, magari può esserci un deposito treni, o forse spostamenti segreti di truppe...o forse leggende ben più paurose. Non lo so, la gente ci transita intorno e ci guarda diffidente, un bambino di pochi anni si lamenta che ha paura degli stranieri, ma poi un piccolo coraggioso in rollerblade si avvicina e si ferma a guardarci. Non dice niente, se ne frega di apparire maleducato, ci guarda, si assicura che non mordiamo, ci sorride e continua a guardarci interessato. Da lui abbiamo la conferma che quella era una stazione della metro. Ci va vedere un paio di evoluzioni con i roller, cade un paio di volte rischiando di compromettersi le ginocchia. Quando ce ne andiamo ci segue per un tratto, poi probabilmente si ferma da amici a bullarsi di aver affrontato degli stranieri. Io e Fausto ce ne torniamo verso la fermata della metro accessibile, di nuovo verso est, verso luoghi noti.
mercoledì 7 ottobre 2009
martedì 6 ottobre 2009
Annunci di ragazze cinesi su magazine in inglese
Questo non ha a che fare con notizie vere e proprie, ma spulciando gli annunci sui siti dei magazine in inglese di Beijing ci si imbatte in spaccati del mondo femminile urbano decisamente interessanti. Ricerche di uomini o amici che suonano, a seconda dei casi, tenere, ciniche, opportunistiche, utopiche, comiche. Ma comunque rivolte a uomini stranieri; anche chi non lo scrive chiaramente, lo si capisce dal fatto che gli annunci sono visibili su siti in inglese, quindi non letti da cinesi, o almeno non sono i cinesi i maggiori lettori. I titoli ed i corsivi sono miei, ho lasciato gli annunci in inglese ma non sono difficili da comprendere.
- Quella che soddisfa i tuoi standar
I am well-educated, professionally accomplished (suona tipo “mi piaccioni i piani ben riusciti”), elegant. I am a realist with dreams; I am a romantic soul with a rational mind. I love arts, music and literature. as a woman who meets your standards on all levelsn (non si sa come lei conosce i tuoi standards). Serious replies with pictures only.
- La bomba sexy
i'd rather believe there is no serious man on this website so, i am looking for a hot date. you, pls be:
1. totally single
2. not Chinese (prefer caucasian) (tradotto significa no unghie lunghe, dita nel naso e puzza d’aglio, ma soprattutto pieno di soldi)
3. no HIV, no STD (mi sembra giusto chiarirlo, poteva anche scrivere “porta i tuoi esami del sangue”)
4. height >180cm
5. younger than 45, older than 25
6. smart and fun
7. if gay or bi-sexual, no problem
8. have free time to date after work
9. have a presentable room for romance
10. repeat 1 to 9.
for me, i am tall & slim, neat and fun, busy and single, i love romance and sex, and i am not keen to get in any marriage.
- L’indecisa
Hi there!
As my subject, I want to make a bf for serious relationship for marriage or just for fun. (deciditi magari)
Frankly speaking,certainly I wanna find my Mr.right but I also know it's not easy and I don't know if here is a suitable place to find; so before I find the right one, I'd like to have a friend to have conversation ,dinner, watch film ,hang out to coulour my life (un imbianchino insomma) and make us to know something new.
About myself:
Chinese girl, 27,locate in "ShuangJing",work in an European company, short and slim(160cm,45kgs)
pretty, traditional, don't smoke and drink.
I can't clarify now what criteria for you,just hope you understand a little chinese,maybe I can teach you more.
NOTE: I mean"fun" which don't include "sex", any person has this intent pls keep away fm me.
- Quella che crede nelle favole
Hello Dear,
Although I don’t know where you are now but I hope god can bring us together. First I recommend myself: I am 26 years old Chinese girl with kind heart; I am a traditional girl if you know Chinese culture and love it so we are suitable. I am serious with love we should not play with it; it is as pure as a lily so I long for pure and sincere love. If I get a true love I will cherish and protect if with my whole life. I wish you can do it too. No matter where you are from I hope you are a man like this:
1. Kind heart, love family, love life, love person around you.
2. Tolerant and generous with people. Because we are not perfect, all of us will make mistakes but these mistakes can help us to improve ourselves and understand life deeply.
3. Smile to life with an optimistic view, life is bit or sweet just depend on us, we can create everything include happiness.
4. Love family, respect old people, love children.
if you are that kind of man and want to have a warm family in china, you can contact with me( my email: )we can know each other first and i dream that one day we can build a two person world and accompany you to everywhere hand by hand till the end of my life........
BEST REGARDS
Yours GF in the future
- La semplice
Hi guys,im a good looking,attractive,sexy girl with great sense of humor.I would like to meet a decent and caring guy to share life with,i like watching movies at home,cooking,eating out,music,of course i do love spending a wonderful evening with the right guy.Drop me a message and we can get to know with each other a little bit more.
- Quella che ha talmente fiducia in sé stessa da parlarne in terza persona
A single Beijing girl is seeking for her western shooting star for a serious relationship.(NO ONS one night sex)
She is good looking,fit,well-educated,fun-loving,humorous ,thoughtful, creative...and hope to find same kind of man for mutural language,to melt with,to build up their own whole new world,a dazzling place,unbelievable sights,indescribable feeling (questi sono effetti da LSD, temo che l’eccesso di GMD abbia rovinato i cervelli dei cinesi)...That is the only reason to be here.
If you,
>are 26-37 years old,
>are tall,but not over-weight,(no ciccioni please)
>are originated from North America and Eruope,
>speak english fluently,are also good at writing in english,
>open-minded for new things and keep optimistic,
>would like to meet a VERY TALL (cazzo alta quanto??) chinese girl,
Let her know you first,maybe you are someone She has been kept waiting for years.Take it from there.Never to be late,right?
- Quella simpatica
I do believe that physical attraction is very important in a relationship, if not essential. I am longing for the heartbeat and passion when I am close to you and when we look at each other. It feels like your favorite ice cream melting in your mouth, satisfying and mesmerizing. Magic ha... It's simply beyond description...
But that's just the start.
You are between 30 and 45 years old and you take care of yourself physically and mentally (significa che eviti di finire in manicomio credo). You are smart, witty and have a good sense of humor. You can carry a conversation with different topics and you are quite knowledgeable (sei dunque perfetto per andare in qualche quiz televisivo e quindi potenzialmente ricco). You are tolerant and open to new ideas and different culture. You are not judgmental or selfish and you love your family and friends. You are confident, but not arrogant. Yes,I also love a big smile and charming eyes! (che non ha nulla a che fare con quello di cui stava parlando)
I am attractive, sweet and fun with long dark hair (strano anche questo essendo lei cinese) and a beautiful smile. I love making jokes and making fun of myself and the person I love. (questo potrebbe dire che la ragazza si apposta dietro le porte e ti fa prendere gran spaventi, poi ti fa lo sgambetto, poi ti umilia in pubblico facendo finti peti con le ascelle e come scherzo finale ti anestetizza e ti ruba un rene, ma sempre con il sorriso sulla labbra)
I bring warmth to people around (è un boiler?) me and I make them feel comfortable. I am well-educated and like to learn new things in life. Being inquisitive can be annoying sometimes and I promise I won't ask any questions at some critical moment...you know...(I know what??tipo quando soffri di eiaculazione precoce?o quando viene scoperto un tuo tradimento?)
- La pragmatica
this's a little bit unusual, but in a crazy world as ours, even things like such happens from time to time.
for personal reasons, i need to go to norther europe and stay there for some time, but as a chinese citizen, it's not easy. so if u r also experiencing trouble getting into china, and in search of an espouse visa to come here, also u r into the idea of using marriage in exchange for the freedom of travelling to china, plz let me know as soon as possible.
thank you
(questo non si commenta, è talmente cinico e pragmatico da risultare forse il più onesto)
lunedì 5 ottobre 2009
Beijingwood
Qualche settimana fa mentre camminavo nel quartiere universitario una ragazza, notando la mia prestanza fisica, mi aveva chiesto se ero interessato a girare un non meglio identificato spot commerciale. Ovviamente aveva talmente stuzzicato la mia vanità che non avevo potuto che accettare. Ieri è finalmente arrivato il giorno della gloria. Il pulmino ci aspettava al punto stabilito alle 19, direzione ignota a tutti i partecipanti. Grazie al cielo c'erano altri partecipanti, parecchi, la cui presenza ha fugato i timori di Domin e le sue previsioni nefaste su quello che mi sarebbe potuto succedere, immagini di rapimenti e trapianti di organi degni della peggior cronaca nera asiatica. Il minivan è partito alla volta di un non ben precisato luogo, quando mi sono accorto che stavamo percorrendo le periferie nord della città fino ad inoltrarci nella campagna ho avuto un brutto presentimento stile "rapimento collettivo di stranieri", un po' intrigo internazionale un po' Hostel. Ma alla fine siamo arrivati agli studios dove ci è stata offerta una lauta cena nella mensa locale, e poi veloci a provare gli abiti di scena e sottoporsi al giudizio del responsabile artistico ribattezzato Monopalla (la sua voce stridula tradiva il suo status di monorchide) e del suo staff di checche, ed ancora nessuno ci aveva avvertito riguardo al genere di spot che stavamo per girare--br--. Siamo stati fatti accomodare nella sala trucco, gli unici sfortunati selezionati per eventuali modifiche siamo stati io, un nigeriano ed un ragazzo gallese dai capelli neri e lunghi. A me volevano riprodurre delle basette seventies, al nigeriano hanno provato a mettere una parrucca afro ma poi hanno rinunciato, mentre il gallese è semplicemente stato accusato di non essersi lavato i capelli. Risultati ottenuti: la mia basetta non toccata per mancanza di rasoio, niente parrucca per il nigeriano perchè piuttosto che un rappresentante del black power sembrava un cantante funky da bettola, e ritocco ai capelli del gallese per renderli più presentabili. Ed ancora nessuno che sapeva cosa avremmo dovuto fare. Qualcosa ha cominciato a schiarirsi quando è arrivato il turno dei vestiti: un ragazzo italiano ed uno americano hanno indossato divise da ping pong retrò della squadra Usa, mentre tutti gli altri occidentali si addobbavano di brutti completi dal sapore antico, scarpe rigorosamente più piccole dei propri piedi e discutibili abbinamenti cromatici. Per le ragazze invece vestiti di sapore sovietico o di ispirazione DDR; ed in tutto questo la continua presenza di Monopalla e la sua voce stridula, i suo pantaloni del pigiama e righe blu e nere, scarpette dorate e coda di cavallo semi-mullet a coronare i movimenti di disappunto della sua testa quando non era convinto, a ragione, dei vestiti di scena; e dietro di lui la sua corte di truccatori e parrucchieri dalle voci effeminate ed i modi delicati. Così vestiti di tutto punto siamo stati fatti accomodare in camerino, riforniti di birra per aiutarci ad entrare nei personaggi, e finalmente chiamati in scena. Allora tutto è divenuto chiaro: al centro del set stava un tavolo da ping pong, la squadra statunitense, quella cinese, nonchè una decina di figuranti cinesi vestiti anni '70, divise maoiste e trecce di socialista memoria. Eravamo in procinto di ricreare l'evento chiave della diplomazia del ping pong, l'incontro tra le due squadre delle opposte potenze che diede il via ufficiale alle relazioni tra Usa e Cina nel 1971. Noi eravamo chiamati ad interpretare una schiera di giornalisti e fotografi impegnati ad assaltare gli sportivi per celebrare l'epocale evento: dotati di telecamere d'epoca, vecchie macchine fotografiche, taccuini e pennini ci siamo immersi nei nostri personaggi e provato il brivido di far parte del mondo fatato del cinema. Per inciso io ero l'addetto a portare i cavi del cameraman, interpretato dal ragazzo gallese di cui prima. Ad ogni ciak dovevamo ricreare la calca nei pressi delle gloriose squadre, la ressa per ottenere la miglior visuale e la foga per strappare un'intervista. Tutto si è concluso in meno di un'ora, parecchi ciak e molti male ai piedi, siamo tornati nel nostro camerino a mangiare gli snack che vi abbiamo trovato, scoprendo solo in seguito che non erano per noi ma per il resto della troupe. Poi purtroppo tutto è finito, proprio quando cominciavamo a prenderci gusto e vedere oramai spianata la strada per la gloria. Ed in tutto questo, nessuno aveva ancora chiaro che razza di spot poteva essere, anche se la voce più insistente era quella di una compagnia telefonica. Ora siamo tutti in attesa di vedere le nostre immagini passare su CCTV, ma mi accontenterei anche di BTV Beijing Television. E mentre il pulmino ci riportava in città, ho realizzato che le mille luci di Beijing in quel momento erano solo le stelle e le poche insegne di bettole sparse per quelle strade fuori mano.
domenica 4 ottobre 2009
Feste finite
Con la celebrazione della Festa di metà autunno (中秋节) si è chiusa la tornata celebrativa dell'ottobre cinese. I cinesi hanno festeggiato la ricorrenza lunare di metà autunno guardando la luna, ieri del tutto piena e splendidamente visibile nella notte tersa, insieme a decine di stelle che hanno osato sfidare l'illuminazione pechinese. La ricorrenza di metà autunno è la celebrazione dell'unione familiare, tradizionalmente ci si ritrova con i parenti a mangiare i molestissimi yuebing biscotti della luna. Questa festività l'ho già vissuta 5 volte e nonostante ne abbia provato di tutti i tipi, dai tradizionali alla carne di maiale ai borghesi ripieni di marmellata al lampone ribattezzati "alla francese", ho rinunciato a farmeli piacere. Si dice che guardando la luna tonda e mangiando queste delizie anch'esse tonde si avrà la sensazione di ritrovarsi insieme ai parenti ed agli amici che non ti sono a fianco ma che a loro volta guardano la luna. Il tutto ovviamente senza tenere conto dei fusi orari.
Vacanze già finte per il premier Wen Jiabao che è volato in Corea del Nord per riprendere gli spossanti negoziati sul nucleare di Kim jongil. Parafrasando un vecchio slogan che recitava "Gli operai cinesi non conoscono l'inverno" riferito ai lavoratori modello dei distretti petroliferi del nord-est, potremmo dire "Il premier cinese non conosce la domenica". Ma per chi invece la riconosce ad altre latitudine, un saluto e la conferma che mentre mi godevo la luna tra tralicci e palazzi ho pensato un po' a tutti.
sabato 3 ottobre 2009
riflessioni sul compleanno della Cina
A poco più di un anno dalle Olimpiadi la Cina ha festeggiato nuovamente, con grandiosità analoga ma contenuti diversi: la massiccia sfilata militare, il discorso del presidente Hu Jintao e lo spettacolo pirotecnico hanno celebrato il 1 ottobre i sessant’anni della Repubblica popolare cinese, festa per ovvi motivi autoreferenziale e intrisa di patriottismo, a differenza dello spirito “globalizzato” che ha pervaso i Giochi olimpici. L’anno scorso la macchina dell’organizzazione ha lavorato per presentare la Cina ed i suoi cittadini al meglio delle proprie potenzialità, mostrando il volto buono della città, con i suoi volontari, la perfetta funzionalità e l’approccio “soft” del potere; una grande vetrina per la Cina ed un motivo di orgoglio per la popolazione, la realizzazione di un percorso durato 7 anni. Un evento però ormai chiuso, che avrà di certo lasciato una grossa eredità sia tangibile che spirituale, ma che nella realtà delle cose ha avuto riflessi soprattutto sui cittadini della capitale, e sui cittadini del resto del mondo. Il compleanno della Rpc è invece ricorrenza ben diversa: cade quel 1 ottobre in cui in un 1949 cronologicamente lontano e ideologicamente lontanissimo Mao Zedong proclamava sul rostro di piazza Tianan’men la nascita della nuova Cina; ma oltre all’aspetto puntuale ne ha anche uno continuativo: questa Cina che il Partito e la popolazione hanno celebrato celebrare è un’idea di nazione potenzialmente senza fine, nel pieno delle proprie forze e della propria coscienza nazionale, apparentemente al riparo da scosse interne che ne possano compromettere l’armonioso sviluppo. Nell’organizzare i festeggiamenti le autorità hanno mostrato i muscoli, l’opposto dell’anno scorso: non erano in arrivo “occidentali” pronti a scandalizzarsi e polemizzare per la presenza delle forze di sicurezza, mentre reale è la paura di azioni eclatanti provenienti dall’interno, in particolare alla luce dei tumulti di Urumqi del luglio scorso. Letteralmente centinaia di migliaia di poliziotti e militari per quasi un mese hanno pattugliato ininterrottamente la città, creando confusione negli occhi dello spettatore (in quello occidentale perlomeno): finalmente si riconosceva un regime in questo paese, ma all’apparenza un regime che non minaccia, che si limita a stare fermo nei luoghi sensibili con i suoi blindati e le sue truppe senza però mischiarsi alle faccende quotidiane. La volontà politica di ribadire che il potere è stabile nonostante gli scandali quotidiani, la corruzione, le disparità economiche e sociali e le rivolte sia etniche che sociali, mostrando la propria capacità di proteggere il cittadino ed allo stesso tempo bombardandolo di film patriottici e serial televisivi di stampo storico-rivoluzionario, che hanno sostituito i poster di propaganda del passato conservando lo stesso fine pedagogico-ideologico.
Tutta la Cina si è fermata, e si guardata indietro, con gli occhi su quella enorme piazza dove si sono alternate glorie e disastri: dal Movimento per la nuova cultura che fece nasce la nuova coscienza nazionale cinese nel maggio del 1919 alle adunate oceaniche di Guardie rosse adoranti il Grande timoniere, dalle infinite code di cittadini in lacrime per la morte di Mao nel 1976 fino al massacro degli studenti nel 1989. Ma poi subito di nuovo in avanti. Quest’ultima celebrazione ha marcato idealmente la chiusura del secondo macro ciclo della storia cinese contemporanea: dopo il trentennio di comunismo reale e di maoismo, si chiude il trentennio della riforme economiche e dell’esplosione dello sviluppo a livello mondiale inaugurato da Deng Xiaoping, che fu allo stesso tempo erede e distruttore di quello che Mao aveva costruito. L’ideologia egualitaria delle utopie fallite scavalcata dall’ordine di arricchirsi senza badare alla giustizia sociale, sostituita dalla mistica nazionalista per poter tenere unito questo quinto della popolazione mondiale ed infine affiancata dalla chiamata allo sviluppo di una società armoniosa che possa recuperare chi non ha tenuto il passo e rimediare ai guasti di uno sviluppo divenuto molto più che insostenibile, autodistruttivo. La Cina ha usato le Olimpiadi come biglietto da visita per entrare dalla porta principale nel salone delle nazioni che contano, ha scalzato senza troppe difficoltà gli altri interlocutori per mettersi direttamente a fianco degli Stati Uniti, pronta a dialogare più apertamente su tutti i temi scottanti, riscaldamento globale in primis, proprio in virtù della consapevolezza del proprio peso. Difficilmente si avranno cambiamenti drastici negli anni a venire: nella riunione del Comitato centrale del partito tenuta ad inizio settembre potrebbe essere già stato indicato il successore di Hu Jintao al timone del paese, ma le linee guida rimangono le stesse. Con la speranza che come è successo per i problemi ambientali, entrino in agenda con la stessa forza altri argomenti ancora tabù in Cina.
venerdì 2 ottobre 2009
party like the (communist) party
Grande serata di festa a Tianan'men ieri sera: migliaia di figuranti ad inscenare scenografie e danze, canzoni patriottiche su basi musicali eterogenee, testi creati da apparentemente infinite variazioni sul tema "Cina ti amo" cantati su melodie che andavano dalle note tradizionali cinesi ad inni di sovietica memoria, ma anche romanticismi alla vie en rose e valzer (quasi) travolgenti. Per arrivare poi a curiose canzoni patriottiche su ritmiche techno, di chiara ispirazione '70 e '90. Potenziali hit da disco-music sparate nell'aria mentre milioni di luci componevano parole d'ordine d'antica memoria: "Il popolo è grande", "Sviluppo della scienza", "Lunga vita alla patria". Ma i beat non sono riusciti a muovere i capi, i signori del partito e del governo, seduti attorno a tavolini sul rostro di Tianan'men intenti a sorseggiare te, con gli sguardi ora soddisfatti, ora curiosi ma anche stanchi. E intanto in piazza un continuo turbinare di danze dei leoni, lanterne rosse, ventagli, arti marziali e fuochi artificiali. Fino al grande finale, quando i leader del Comitato centrale, i nove uomini più potenti di Cina, vengono invitati fuori, ad unirsi all'ultima danza insieme a decine di bambini e ragazi e ragazze con i costumi delle minoranze etniche: ecco Hu Jintao, di nuovo in completo una volta smessa la divisa maoista indossata al mattino, ecco il premier Wen, l'unico il cui sorriso sembra sincero, in fondo lui è il nuovo premier del popolo, ecco gli altri tutti impacciati e dai sorrisi un po' tirati, e tra loro l'ex presidente Jiang Zemin dall'espressione stampata ed i movimenti meccanici. Un bel quadretto per chiudere i festeggiamenti, circondati da spettacolari fuochi d'artificio e dall'amore incondizionato del popolo. Senza accorgercene siamo finiti, come per magia, in un poster di propaganda degli anni '50.
giovedì 1 ottobre 2009
60 anni di Repubblica popolare cinese
Sono appena tornato dalla mia missione a piazza Tianan'men per assistere alle celebrazioni dei 60 anni della Cina moderna. Peccato che a Tianan'men non mi ci sono nemmeno avvicinato. Come le autorità avevano promesso, tutta la zona intorno era sigillata a tenuta stagna, chiuse tutte le strade di accesso e per sicurezza anche tutti gli ingressi a compound e centri abitativi dai quali poi si sarebbe potuto accedere alle zone circostanti la piazza. La popolazione ha decisamente seguito il consiglio di godersi a casa la parata militare, poca gente in metropolitana, poca anche per strada. SI formavano capannelli agli incroci fra le strade maggiori dove qualcuno si illudeva di poter vedere passare qualche gruppetti di militari, o magari un tank che aveva sbagliato strada. Anche io mi sono fermato ad un incrocio, curioso di capire cosa pensavano di combinare alcune centinaia di cinesi fermi li. O erano gli sfortunati cittadini non ancora in possesso di una televisione (e senza nessun amico con la televisione) o piuttosto i romantici che non si accontentavano di vedere le immagini in tv, anche se le uniche immagine di cui hanno (abbiamo) goduto sono state quelle degli aerei ed elicotteri che hanno solcato il cielo alla fine della parata. Al che si è scatenato l'entusiasmo dei cinesi alla vista di quei mezzi, urla, incitamenti (sic), applausi, orgoglio patriottico. Il Partito deve aver fatto un'altra delle sue magie climatiche: a quanto oltre a contribuire ad alzare la temperatura mondiale, riescono veramente a comandare le precipitazioni: fino a ieri notte pioveva e c'era una pessima nebbia, da stamattina invece un cielo talmente blu che sembra finto ed una temperatura decisamente estiva.
Fatto sta che la parata e la cerimonia me le sono viste in tv al mio ritorno a casa. Classica sfilata di mezzi militari e soldati di tutti i tipi, poi un bellissimo momento di stampo vecchio socialista con la sfilata di enormi dei grandi leader (Mao, Deng, Jiang e Hu) portati da centinaia di figuranti in abito bianco e bandiere rosse, ogni ritratto preceduto da uno slogan significativo per il leader ritratto, mentre la folla in piazza creava con i cartelli colorati la scritta "il socialismo è grande". Decisamente roba d'altri tempi, decisamente fantastico. La piazza gremita di figure di spicco del partito, del governo, vecchi eroi della rivoluzione che oramai sono mosche bianche, alti gradi dell'esercito. E dopo i militari ed i leader una bella sfilata di carri stile carnevale, ognuno rappresentante i successi ottenuti in questi sessant'anni, la celebrazione dei risultati economici, scientifici, sociali. Il carro con il primo astronauta cinese e quello con gli eroi delle Olimpiadi, quello con i giovani meritevoli e anche quello con gli amici stranieri, donne di varie nazionalità con abiti tipici dei loro paesi e uomini di altrettanto varie nazionalità con vestiti cinesi di dubbio gusto. Tutto perfetto, ne un passo fuori posto, nessun piccione che ha disturbato la cerimonia. Perfetto anche il vento che si è levato per far piacere alle bandiere. Il trionfo del patriottismo cinese eccolo qui, sotto gli occhi di tutti. Mi accorgo ora che la tv passa continuamente la cerimonia da poco conclusa. Il tutto in attesa dell'enorme spettacolo pirotecnico previsto per stasera. Che fare, tentare un secondo assalto, magari con il favore delle tenebre, o goderselo seduto sul divano?
mercoledì 30 settembre 2009
i padroni delle strade
Il Partito ha annunciato che quella di domani sarà la più grande parata militare della storia cinese. Ha annunciato che quello di domani sera sarà un enorme spettacolo pirotecnico che farà sembrare la cerimonia di inizio delle Olimpiadi del 2008 una banale riunione di miniciccioli da oratorio. Ha reso noto quali saranno i blocchi al traffico nei prossimi giorni, invitando la popolazione a godersi le celebrazioni comodamente seduti in salotto: una linea della metro chiusa completamente, tutte le fermate sulle altre linee nelle vicinanze di Tianan’men chiuse; un vago annuncio dal sapore minaccioso chiarisce che moltissime strade verranno chiuse all’interno del terzo anello, ma non ho trovato modo di sapere quali (forse non viene reso noto per evitare ai coraggiosi di tracciare sulla mappa i percorsi per arrivare in piazza); un altro annuncio fumoso e forse ancora più inquietante dice che molte linee di bus saranno sospese, e quelle non sospese potranno subire variazioni, ma non si accenna a quali: insomma potrei salire su un pullman a Hepingli e ritrovarmi dopo qualche ora nello Henan, solo perché le strade solite erano chiuse per la parata. Forse la soluzione migliore potrebbe essere noleggiare una bicicletta, sempre che non abbia chiuso anche il punto noleggio sotto casa. Già da oggi alle 13 tutti si sono fermati, uffici chiusi per cominciare le vacanze in anticipo, tutti a casa e guai a chi si fa vedere in giro domani. Forse una soluzione c’è: cercare di farsi strada attraverso gli hutong, passando di casa in cortile e vicolo, scavalcando muretti e schivando le vecchie dei comitati di quartiere, un po’ come quando si entrava al carnevale scavalcando i recinti per non pagar l’odioso balzello. Oppure addirittura travestirsi da hutong, maglietta grigia, una piantina di gerani in mano, una bandierina cinesi piantati nei capelli, un po’ di spazzatura sui piedi ed un corteo di nonni e nonne intorno a te che giocano a dama o semplicemente fanno casino. Mi sono convinto, vado a reclutare il mio corteo personale giù in cortile!
martedì 29 settembre 2009
questi son supporters!
Ieri ha inaugurato a Beijing una nuova linea della metropolitana. Ci sarà tempo per visitarla e fare il punto sull'odore che ci sarà (dal momento che aglio, cipolla, sudore e fiatella sono già stati assegnati ad altre linee ho paura per quello che mi aspetta). La settimana scorsa ero a Seoul, mi piace ricordare il popolo coreano con questo video. Genialità o danni collaterali dell'uso smodato del telefonino?
http://tv.repubblica.it/copertina/corea-un-lcd-umano/37366?video
lunedì 28 settembre 2009
Le mie mascotte per la festa
Come sa chi vive o lavora qui (o lo ha fatto in passato) il week end che precede la festa della Repubblica popolare cinese non ci si riposa, si va tutti a scuola o in ufficio. Ufficialmente le vacanze durano 3 giorni, ma in questo modo si possono attaccare altri 2 giorni preziosi per chi decide di viaggiare, per farsi un giro o tornare alle proprie città. Il bombardamento di informazioni a riguardo, di documentari e di speciali sulla storia cinese potrebbe aver sorpassato anche la frenesia olimpica dell'anno scorso; mi dispiace solo che non abbiano istituito delle mascotte, io avrei avuto delle idee da proporre: Martellinho (alla brasiliana) e Falcenin (di ispirazione sovietica). Il primo vorrebbe essere un figo ma non ci riesce, prova di abbigliarsi come i suoi amici martelli occidentali, mette collanine, si appassiona di sport e talvolta abbozza passi di samba o altri balli; si prende le sue sbronze, legge, guarda film, si interessa del mondo e delle altre culture non in maniera meccanica ma sincera. Ma poi arriva il secondo e gli appioppa uno scappellotto, gli ricorda di comportarsi a modo, gli rinfresca gli insegnamenti di Confucio e di Mao, lo mette in guardia da quei diavoli degli occidentali che non perdono occasione di bistrattare il suo paese usando a suo parere ogni pretesto possibile. Con la sua lama oramai senza filo rimugina ancora su passati lontani, e in segreto cova vendetta; continua a ripetere qualcosa riguardo a 5000 anni di cultura cinese, senza accorgersi che appare come chi ha un complesso di inferiorità e per ripararsi ostenta continuamente il proprio presunto valore.